Come si calcola il codice fiscale

Il calcolo del codice fiscale è abbastanza semplice e sono tanti i siti che consentono la possibilità di poterlo calcolare online andando ad inserire dati come il nome, cognome, luogo di nascita, data di nascita. C’è però una lettera che andrà inserita e calcolata in modo automatico dal sistema che non potrà essere indovinata in modo casuale. Esiste anche il codice fiscale inverso che si caratterizza per la sua utilità.

Mediante il codice fiscale si va ad individuare in modo univoco un cittadino italiano è stato introdotto con il DPR 605 del 1973, ed è un documento che va a facilitare il lavoro dell’amministrazione finanziaria nel compiere varie operazioni, è composto di una sequenza di 16 cifre che viene calcolata con un algoritmo che segue principi strutturati.

Le prime tre cifre del codice fiscale sono rappresentate dalle consonanti del cognome, da quelle del nome, la settima ed ottava cifra sono invece le ultime due cifre dell’anno di nascita, la nona cifra è una lettera dell’alfabeto che corrisponde al mese di nascita corrispondente al mese di nascita; la decima e l’undicesima cifra sono invece il giorno di nascita che, per le donne, è incrementata di 40 unità e vanno da 1 a 31 ed anche da 41 a 71. Infine le quattro cifre prima della sedicesima vanno a rappresentare il comune di nascita mediante il codice catastale, l’ultima cifra è utile per un controllo ed è generata dall’algoritmo per poter evitare eventuali omocodie.

Per l’estrapolazione dei dati al contrario si usa il codice inverso. Mediante di esso si potrà risalire alla data di nascita, al comune di nascita, al sesso, ma non al nome e al cognome del soggetto, oltre a poter verificare la validità dei dati e la relativa verità mediante il sistema; in questo modo si potrà controllare il codice fiscale di una persona, ma pure di un’azienda oppure di un ente, andando a riscontrare la corrispondenza con i disponibili dati presso l’Anagrafe tributaria, che è deputata alla conservazione dei codici fiscali italiani appartenenti alle persone fisiche ed anche alle aziende.

Se dovesse essere generato il medesimo codice fiscale per due persone, si avrà un errore chiamato “omocodia”, generato dalla presenza in tante città di cognomi ricorrenti, cosa che soltanto l’Agenzia delle Entrate potrà risolvere con l’assegnazione di un codice fiscale nuovo. Altra difficoltà sarà rappresentata da cognomi di due lettere, cui si dovrà aggiungere una X. Il terzo problema invece riguarda il cognome anagrafico, che andrà considerato per le prime tre consonanti e pure per le prime due e per la prima vocale che è presente.